Siti fatti con un prompt: la nuova ondata di «mio cugino» (e perché 400 € non comprano un sito)

Prima il cugino, poi «tutti grafici», ora chi genera pagine con l’AI in un pomeriggio. Cosa manca davvero (sicurezza, velocità, contatti) e come capire se ti stanno vendendo fumo.

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2 giorni fa
6 Minuti

Sono Matteo Santoro. La storia si ripete ogni dieci anni, cambia solo lo strumento.

Prima era «mio cugino sa fare i siti». Poi «la mia amica è grafica», «la parrucchiera ha fatto anche il sito», il negozio sotto casa con Wix o WordPress a template. Oggi la frase è: «lo faccio con l’AI in un pomeriggio», con preventivi da 400 €, 500 €, 299 € «tutto incluso» o cifre del genere per un sito completo.

Non è un attacco all’intelligenza artificiale: la uso anche io, con criterio, per migliorare flussi (testi, bozze, parti ripetitive), non per sostituire il mestiere. È un attacco a chi vende la parvenza di un sito senza sapere (o senza dirti) cosa c’è sotto: sicurezza, performance, dove finiscono i messaggi, cosa succede quando Google o un assistente devono consigliarti.

Cosa ti stanno davvero vendendo a quel prezzo

Di solito chi vende siti fuffa vende lo stesso impianto a tutti: stessa struttura, testi e stili che si assomigliano, stesso pacchetto con il tuo logo incollato sopra. Il cliente di ieri e quello di domani sembrano gemelli. Nessun valore legato al tuo lavoro, alla tua zona, ai tuoi clienti.

In pratica ti vendono un sito inutile per la tua attività: stai buttando soldi. Solo un altro che non comparirà tra i risultati quando qualcuno ti cerca:

  • Niente di tuo davvero: casi, numeri, foto reali, messaggio sul perché scegliere te.
  • Nessuna idea di dove arrivano le richieste dal modulo (o il modulo non funziona).
  • Nessun piano su cookie, privacy, backup, aggiornamenti.
  • Sito lento su mobile, perché nessuno ha misurato nulla.
  • Dominio e hosting in nome loro, o pacchetto che non ti passano se te ne vai.

È lo stesso film del template a poco del 2015, con un copione nuovo. Per la tua azienda resta un altro sito inutile: non ti fa trovare, non ti fa fidare, non ti fa convertire. Ti fa solo dire «ho un sito» alla cena.

Perché «l’ho fatto con AI» non basta

Un prompt può abbozzare testi e persino layout. Non sostituisce una figura tecnica:

  • capire cosa deve fare il visitatore (chiamare, prenotare, comprare);
  • collegare scheda Google, recensioni e messaggio del sito (come nel pezzo su citazioni e presenza online);
  • impostare prestazioni e struttura per chi cerca davvero (Core Web Vitals, pagine locali se servono);
  • sicurezza e conformità di base: form, accessi, script (cookie e dati non sono optional).

Chi non fa il mestiere non sa nemmeno cosa non sa. E tu te ne accorgi quando hai già pagato e Google (o un assistente) ti ignora lo stesso.

Sono abbastanza sicuro che se chiedi a uno di questi «esperti» già solamente cos’è l’SSR (in parole povere: come viene costruita e mostrata la pagina sul server, non solo «la fa l’AI»), molti non sanno cosa risponderti. E che nel repository che caricano su GitHub o simili finisca anche il file .env: quello dove di solito ci sono password, chiavi API e accessi al pannello o al database. È un errore da principiante che espone tutto a chi scandaglia il codice. Tu non lo noti; un bot o un concorrente sì.

Come non cadere nella trappola

Prima di firmare, chiedi. Le prime sono da imprenditore; le altre fanno tremare chi ha solo il prompt (se balbettano o cambiano discorso, è già una risposta):

  1. Dove finisce l’email del form? Chi la legge? C’è una prova in invio?
  2. Di chi sono dominio e hosting? Come recuperi tutto se cambi fornitore?
  3. Cosa succede dopo la consegna? Aggiornamenti, backup, chi risponde se il sito va giù?
  4. Apri il sito dal telefono: in dieci secondi capisci cosa fai e come contattarti?
  5. Cosa è incluso oltre alla home? Pagine servizi, area, privacy, contatti veri?
  6. «Cos’è l’SSR per il mio sito?» SPA, SSR o statico generato: cosa usano e perché Google vede HTML completo, non una pagina vuota?
  7. Core Web Vitals / PageSpeed: ti danno numeri (LCP, INP, CLS) da mobile o «va bene così»?
  8. Sitemap.xml, robots.txt, canonical: esistono, sono aggiornati, sanno spiegarti cosa fanno?
  9. Dati strutturati (Schema.org): c’è LocalBusiness o simile, valido in Search Console?
  10. HTTPS e redirect: tutto forzato in HTTPS? www / non-www gestiti senza catene di redirect?
  11. Chi entra a modificare il sito? Username e password solo tuoi, o restano in mano a loro? Hanno tolto le password «di fabbrica» (admin / 123456) e ti hanno lasciato il controllo davvero?
  12. Cookie e script: il banner blocca analytics e terze parti prima del consenso o è solo decorativo?
  13. Repository e segreti: codice su Git pubblico? .env in .gitignore? Chiavi ruotate se sono finite online?
  14. Backup e restore: backup automatici di file e database, dove sono salvati, hanno mai provato un ripristino?

Un sito a quel listino «tutto incluso» (400 €, 500 € o simili) non è un affare: è un costo nascosto che pagherai con un rifacimento, come racconto nel post sul debito tecnico. Il confronto onesto non è «AI vs umano»: è obiettivo vs fuffa. Su misura vs template l’ho già messo nero su bianco qui.

Cosa faccio io, nell'atto pratico

Il percorso che seguo su Siti web non inizia da un listino. Inizia da una domanda semplice: cosa deve cambiare per la tua attività se il sito funziona. Più chiamate, più richieste serie, più fiducia in una zona, o altro. Quello che mi racconti in call diventa il metro di tutto il resto.

Da lì creiamo insieme un piano di sviluppo: cosa va online per primo, cosa può aspettare, cosa non ha senso pagare. Nel frattempo studio la tua brand identity: come parli ai clienti, come ti vedono, cosa ti distingue. Il sito non deve sembrare il gemello di quello del concorrente con il tuo logo sopra. Il valore è lì: raccontare chi sei e perché affidarsi a te, non riempire spazi.

Poi si sviluppa: pagine, testi, prova che il modulo arrivi, controllo da telefono. Viene dopo il piano, non al posto del piano. Se hai in mano un preventivo sospetto, mandamelo prima di firmare: lo leggiamo e capisci se c’è lavoro dietro o solo fumo.

Quanto costa non sta in un articolo: in questo post trovi come ragiono, non una tabella. Per cifre e tempi, scrivimi con link al sito o al preventivo che ti hanno mandato.

Se ti riconosci

Hai già un sito che «c’è» ma non porta nulla, o ti hanno proposto il pacchetto lampo a poco, o stai per rifare e vuoi valore, non un altro sito uguale a tutti gli altri.

Lavoro tra Frosinone, Roma e remoto in Italia e all’estero. Scrivimi con link al sito (o al preventivo che ti hanno mandato) e una riga sull’obiettivo: ti dico se ha senso sistemare, rifare o fermarsi prima di firmare.

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